Intervista a SIMONA GARBARINI, la studiosa compulsiva

  • Intervista a SIMONA GARBARINI, la studiosa compulsiva

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché mi piaceva portare all’interno di questo mondo l’esempio di qualche mio collega medico: i medici qualche volta, quando vogliono e possono, possono avere delle parabole di vita straordinarie.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

William Carlos Williams e la sua idea di trattare la materia poetica esattamente come un qualcosa di concreto e reale, come un corpo umano.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Giallo sole.

Se fossi un sapore…

Prosciutto crudo.

Se fossi una citazione…

“Not ideas but in things…” (William Carlos Williams)

Se fossi un libro…

“Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij.

Se fossi un film…

“Via col vento’’ di Victor Fleming.

Se fossi una canzone…

‘’Summertime’’ di Janis Joplin.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Al crollo del muro di Berlino.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Quando ce la faccio a svegliarmi presto, il silenzio di casa mia all’alba.

Un luogo che vorresti visitare…

Vorrei attraversare tutti gli Stati Uniti, da est a ovest.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Tutto scorre.

Grazie, Simona.

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