Intervista a MICHEL TRIPEPI, l’attenditore propositivo

  • Intervista a MICHEL TRIPEPI, l’attenditore propositivo

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Meglio tirare fuori che arrovellare dentro.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Alexander Lowen perché il suo consiglio di “ordinare al corpo di arrendersi” è un percorso che sto sperimentando su di me nella quotidianità.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Ambra.

Se fossi un sapore…

Genziana.

Se fossi una citazione…

“Se vuoi sopravvivere devi credere a tutto.” (Neil Gaiman)

Se fossi un libro…

Sarei un testo sulla schizofrenia.

Se fossi un film…

Sarei un’opera incompiuta.

Se fossi una canzone…

“Double Fiesta” di Meredik Monk.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

La zangolatura dell’Oceano di latte.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Quando ho tempo per leggere.

Un luogo che vorresti visitare…

Reggio Calabria.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Il controllo è un’illusione, lascia che il caos trovi il suo ordine naturale.

Grazie, Michel.

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