Intervista a LUIGIA GESUALDI, la dormigliona impulsiva

  • Intervista a LUIGIA GESUALDI, la dormigliona impulsiva

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

La mia continua e quotidiana ricerca di punti di riferimento mi porta a essere una creatura perennemente in viaggio. Perciò ho creduto stimolante incontrare altri viaggiatori e provare a edificare assieme un punto all’interno del quale infiniti e nuovi punti possano trovare la loro voce.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Wim Wenders perché la continua ricerca di nuove altezze, nuove angolazioni per guardare mi ispirano ad una messa a fuoco creativa sulla realtà e su quello che ho difficoltà a comprendere. Inoltre condivido profondamente il pensiero secondo cui quando c’è troppo da vedere, quando un’immagine è troppo piena o quando le immagini sono troppe non si vede più niente: dal troppo si passa molto presto al nulla.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Rosso.

Se fossi un sapore…

Una torta mela e cannella.

Se fossi una citazione…

“I sound my barbaric YAWP over the roofs of the world.” (Walt Whitman)

Se fossi un libro…

“Siddharta” di Hermann Hesse.

Se fossi un film…

“Le Fabuleux destin d’Amélie Poulain” di Jean-Pierre Jeunet e “Santa Maradona” di Marco Ponti.

Se fossi una canzone…

Blackeyed dei Placebo.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Il concerto allo Wembley Stadium dei Queen e una cena con mio nonno.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Quando sento l’odore del caffè alla mattina, tenere gli occhi chiusi sotto la doccia calda e quando resto in silenzio a riordinare le idee.

Un luogo che vorresti visitare…

Capo Nord e qualche via della mia psiche.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

La perfezione è un’idea imperfetta: fai errori sempre nuovi senza smettere mai di stupirti.

Grazie, Luigia.

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