Intervista a LETIZIA BOGNANNI, la critica fantasiosa

  • Intervista a LETIZIA BOGNANNI, la critica fantasiosa

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché non credo in nessun dio ma credo negli uomini: nella forza delle anime, delle parole, dell’esempio.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Banksy, perché amo l’idea di un’arte libera e liberatrice.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Viola.

Se fossi un sapore…

Un vino da far decantare e poi bere senza fretta.

Se fossi una citazione…

“Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?” (Joseph Conrad)

Se fossi un libro…

“La luna e i falò” di Cesare Pavese.

Se fossi un film…

“Non pensarci” di Gianni Zanasi.

Se fossi una canzone…

L’ultima risposta dei Subsonica.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Il maggio francese e un concerto di Jeff Buckley.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

La colazione.

Un luogo che vorresti visitare…

L’Alaska.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Esci, inizia a camminare, cambia direzione e perditi.

Grazie, Letizia.

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