Intervista a GIACOMO FARAMELLI, il pessimista fiducioso

Intervista a GIACOMO FARAMELLI, il pessimista fiducioso

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché io penso che qualche volta se racconti gli altri, racconti te stesso e se racconti figure riconoscibili poi la gente le fa proprie e allora si crea quella connessione che è l’unica possibilità per salvare un pochino di questo mondo alla deriva. Ah sì, anche perché mi piace scrivere.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Io direi un po’ tutti, anche quelli degli altri. Perché nella vita, secondo me, a più gente ti ispiri e meglio è.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Verde, senza dubbio, verde.

Se fossi un sapore…

India Pale Ale. Tartufo Bianco. More di bosco.

Se fossi una citazione…

“Usare la forza tu devi.” (Maestro Yoda)

Se fossi un libro…

“Molto forte, incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer.

Se fossi un film…

“Ghostbusters” di Ivan Reitman.

Se fossi una canzone…

“Jesus of Suburbia” dei Green Day, che così sembro più giovane.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

La battaglia delle Termopili. Un concerto dei Nirvana.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Andare a correre, cucinare, sdraiarmi a letto.

Un luogo che vorresti visitare…

Direi più un viaggio: negli U.S.A. un bel coast to coast.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Io so solo che spesso c’ho un’ansia mortale. Quindi se siete ansiosi come me concentratevi sulle cose belle e buone che avete nella vita. Fatto? Bene. Ora prendete la vostra idea di futuro e piazzatevela dritta davanti agli occhi. Non dico i progetti, che se siete ansiosi va a finire che si scombussolano e poi state male. Dico proprio l’idea, il disegno generale, la foresta, mica l’albero. Ecco fissate quell’idea che poi l’ansia sparisce. Credo. Spero.

Grazie, Giacomo.

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