Intervista a GABRIELE ESPOSITO, il pazzo ecclettico (a volte furioso)

Intervista a GABRIELE ESPOSITO, il pazzo ecclettico (a volte furioso)

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché da 23 anni a questa parte mia sorella (n.d.r. Isotta, la soulteller con cui ha lavorato) è molto convincente. E anche perché mi sembra un ottimo progetto, pieno di spunti interessanti.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Keith Haring e Quentin Tarantino, due artisti unici e con uno stile inconfondibile. Mi piacciono le persone uniche e inconfondibili. E mi piacciono i pazzi.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Il nero.

Se fossi un sapore…

L’hamburger, quello buono.

Se fossi una citazione…

“Memento audere semper.” (Gabriele D’Annunzio)

Se fossi un libro…

“Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas e “On the road” di Jack Kerouac.

Se fossi un film…

“Kill Bill” di Quentin Tarantino e “Il Favoloso Mondo di Amelie” di Jean-Pierre Jeunet. Ma anche “Big Fish” di Tim Burton.

Se fossi una canzone…

“Behind Blue Eyes” degli Who, anche se non ho gli occhi azzurri.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

La Belle Epoque a Parigi. E anche andare insieme ad Hemingway alla festa di San Firmino a Pamplona.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Arrivare a casa sapendo di non avere niente di urgente da fare.

Un luogo che vorresti visitare…

Tanti: il Sud America, il Tibet, l’Australia, l’Africa nera, il Giappone.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Il mio ultimo videoclip animato, che potete trovare qui.

Grazie, Gabriele.

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