Intervista a FILIPPO BORTOLON, lo scalatore sorridente

  • Intervista a FILIPPO BORTOLON, lo scalatore sorridente

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché associare belle parole alle mie fotografie significa farle brillare di una luce nuova.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Orwell perché, fondamentalmente, sono apocalittico.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Giallo.

Se fossi un sapore…

Delle olive raccolte in Grecia e messe in salamoia.

Se fossi una citazione…

“La burocrazia è il predatore naturale dell’immaginazione.” (Werner Herzog)

Se fossi un libro…

I saggi naturalisti di Maurice Maeterlinck: “La vita delle api”, “La vita delle formiche”, “La vita delle termiti”.

Se fossi un film…

“Grizzly man” di Werner Herzog.

Se fossi una canzone…

“Back to the primitive” dei Soulfly.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

La costruzione della Sfinge.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

La doccia dopo una lunga corsa in bicicletta.

Un luogo che vorresti visitare..

La foresta amazzonica.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Nel dubbio chiedi e ringrazia e, già che ci sei, sorridi.

Grazie, Filippo.

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