Intervista a EMANUELE GELSI, il paziente evasivo

  • Intervista a EMANUELE GELSI, il paziente evasivo

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller e souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché Barbara mi ha coinvolto con il suo entusiasmo.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Antonin Artaud: personalità potente, ego fragile.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Giallo, come quello del tramonto.

Se fossi un sapore…

Anice.

Se fossi una citazione…

“Nemo me impune lacessit.” (da “Il barile di Amontillado” di E. A. Poe)

Se fossi un libro…

“La mostra delle atrocità” di J. G. Ballard o “Alle montagne della follia” di H.P. Lovecraft.

Se fossi un film…

“Ritorno al futuro” o “I Goonies”.

Se fossi una canzone…

“Ten years gone” dei Led Zeppelin.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Un concerto di Jimi Hendrix o un viaggio nello spazio.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Il tramonto, con la sua ineffabile e sognante luce gialla che indora i condomini popolari.

Un luogo che vorresti visitare…

L’emisfero sud e i territori ancora primitivi.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Combatti la rabbia: solo così potrai spiccare il volo.

Grazie, Emanuele.

Se hai letto fino a qua sono io che ringrazio te.

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