Intervista a DANIELE TARENZI, il comunicatore appassionato

Intervista a DANIELE TARENZI, il comunicatore appassionato

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché credo nel potere delle parole, nella loro forza e nella capacità di far emergere emozioni e sensazioni. Dalle parole, dai racconti, dalle storie c’è sempre qualcosa da imparare. E io non voglio smettere mai di imparare.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Team Hoyt, perché la vera forza non è mai quella fisica.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Giallo.

Se fossi un sapore…

Zenzero.

Se fossi una citazione…

“Ogni volta che la gente è d’accordo con me provo la sensazione di avere torto.” (Oscar Wilde)

Se fossi un libro…

“Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Se fossi un film…

“Sliding doors” di Peter Howitt.

Se fossi una canzone…

“Almeno tu nell’universo” di Mia Martini.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Alla caduta del muro di Berlino.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

La sera, quando cala il silenzio in casa e io posso dedicarmi solo ai miei pensieri.

Un luogo che vorresti visitare…

La Namibia.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Se guardi attentamente, vedrai che ogni essere umano è un’ispirazione.

Grazie, Daniele.

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