Intervista a MICHELE SCARPA, il mare sotto la pioggia

Intervista a MICHELE SCARPA, il mare sotto la pioggia

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Per puro piacere.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Alejandro Jodorowsky, ma il perché lo tengo per me.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Bianco.

Se fossi un sapore…

Cannella.

Se fossi una citazione…

“Io le cose non le voglio solo capire, io le cose le voglio mangiare.” (Ministri)

Se fossi un libro…

Quello che sto leggendo.

Se fossi un film…

“Closer” di Mike Nichols.

Se fossi una canzone…

“Different pulses”di Asaf Avidan. Ma cambia ogni giorno!

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Alla caduta del muro di Berlino.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Il ritorno a casa.

Un luogo che vorresti visitare…

La casa di Battiato.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Ce ne sono tante in giro. Rubo a caso dal libro che sto leggendo: “E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all’estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia… e una bella mattina… Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.” (F. S. Fitzgerald)

Grazie, Michele.

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