Intervista a ISOTTA ESPOSITO, la perfezionista policroma

  • Intervista a ISOTTA ESPOSITO, la perfezionista policroma

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

L’entusiasmo negli occhi di Patti, quando mi ha proposto di partecipare, era molto vivo. Le ho creduto e ho pensato che fosse una sfida interessante accostarmi – anche solo per un momento – ad alcune figure così immense.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Keith Haring perché è sempre stato uno dei miei artisti preferiti: evocare la sua energia attraverso le mie parole mi ha fatto tornare indietro di molti anni, quando da bambina indossavo un suo braccialetto regalatomi dai nonni. Farlo parlare della sua arte delicata non è stato facile, ma è stata una bella avventura.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Il verde, in tutte le sue sfumature.

Se fossi un sapore…

Quello delle caramelle “Goccia di pino” o di quelle menta – liquirizia.

Se fossi una citazione…

“Non indietreggiare mai, neanche per prendere la rincorsa.” (Andrea Pazienza)

Se fossi un libro…

“Il giovane Holden” di Salinger e “100 Contemporary Artists” di Holzworth

Se fossi un film…

“Notting Hill” di Thaker e “Pulp Fiction” di Tarantino.

Se fossi una canzone…

“Toffee” di Vasco Rossi.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

L’apertura della Factory con Andy Warhol, Lou Reed e Mick Jagger.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

La sera, quando disegno e dipingo, ma anche la mezz’ora di lettura prima di dormire.

Un luogo che vorresti visitare…

Il Tibet per la meditazione, le coste californiane per il rock, la zona dell’Algarve per il rumore dell’oceano.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Provate ad intingere un dito nel fluido fresco della tempera, conducetelo alla tela e sentitene il calore.

Grazie, Isotta.

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