Intervista a GIULIA ZANDONADI, la traghettatrice di stelle

  • Intervista a GIULIA ZANDONADI, la traghettatrice di stelle

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché è bello poter dare voce a chi voce non ha più: è come essere i custodi di un tesoro di riflessioni che vanno mediate e condivise.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Omero, la fonte di ogni conoscenza, quella figura che è passata alla storia pur essendo immersa nel mito, quella figura che ha influito nell’immaginario comune dai tempi antichi alla contemporaneità. Siamo affamati di storie: lui è stato un grande cucitore di esperienze.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Quello del mare in tempesta.

Se fossi un sapore…

Quello del vino fragolino.

Se fossi una citazione…

“Insensibile, né benevolo, né spietato, sottomesso a leggi rigorose o affidato al caso, il mondo non sa di sé. Non lo si può capire perché si presenta impersonalmente, se lo si riesce a chiarire in qualche particolare, resta comunque incomprensibile nella sua totalità. Ciò non toglie che io conosca il mondo anche in un altro modo. Un modo che me lo rende affine e che mi consente di sentirmi, in esso, a casa mia, al sicuro. Le sue leggi sono quelle della ragione, per cui, sistemandomi in esso, mi sento tranquillo, costruisco i miei strumenti e li conosco. Mi è familiare nelle piccole cose e in quelle che mi sono presenti, mentre mi affascina nella sua grandezza; la sua vicinanza mi disarma, la sua lontananza mi attira. Non segue i sentieri che attendo, ma anche quando mi sorprende con insospettate realizzazioni o inconcepibili fallimenti, alla fine conservo, anche nel naufragio, un’indefettibile fiducia in esso.” (Karl Jaspers)

Se fossi un libro…

“Ossi di seppia” di Eugenio Montale.

Se fossi un film…

“Before sunrise” di Richard Linklater.

Se fossi una canzone…

“L’isola che non c’è” di Edoardo Bennato.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

La guerra di Troia, o il viaggio periglioso di Odisseo, tra mito e realtà.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Adoro rifare il letto al mattino: è come ridare una dimora stabile ai peluche che durante la notte cedono il loro rifugio a me.

Un luogo che vorresti visitare…

Vorrei vivere ogni anno in una città nuova, per poterla apprezzare in tutte le stagioni. Inizierei con New York.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Guardiamo la nostra ombra e cerchiamo di dialogare con essa, accoglierla nella luce della nostra verità: una parte di noi è proprio quell’aleatoria macchia che cerca di fiorire nel tempo.

Grazie, Giulia.

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