Intervista a EMANUELA FAIAZZA, la nostalgica che vive nel presente

Intervista a EMANUELA FAIAZZA, la nostalgica che vive nel presente

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller ed editor.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché credo nella forza aggregatrice dell’arte, capace di sollecitare gli uomini a guardare o considerare il mondo, con tutto ciò che gli gravita attorno, da un nuovo o insolito punto di vista.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Luciano Bianciardi perché è un autore che mi sta tanto a cuore e perchè la sua solitudine e alienazione dal mondo “moderno” è un po’ anche la mia solitudine e alienazione.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico.  Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Blu cobalto.

Se fossi un sapore…

Un caffè di sola miscela arabica.

Se fossi una citazione…

“La mia giornata è una continua perdita di tempo in cui cerco di includere qualcosa di creativo.” (Raffaele La Capria)

Se fossi un libro…

“La tigre assenza” di Cristina Campo.

Se fossi un film…

“Lost in traslation” di Sophia Coppola.

Se fossi una canzone…

“Arrivederci” di Umberto Bindi, mi commuove ogni volta che l’ascolto.

Il momento della giornata che preferisci…

La mattina presto, o meglio le prime luci dell’alba, perché mi piace assistere al risveglio del mondo che mi circonda.

Un luogo che vorresti visitare…

Chefchaouen, in Marocco, e le sue case dipinte di blu.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

“A volte perdere quello che si voleva salvare può essere la vera salvezza”.

Grazie, Emanuela.

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