Intervista a BARBARA BELLAIO, l’esploratrice inquieta

  • Intervista a BARBARA BELLAIO, l’esploratrice inquieta

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché mi entusiasma l’idea di partecipare ad un progetto collettivo e virale ad alta creatività, che raccoglie e trasmette modelli positivi, che possano diventare un punto di ripartenza per ognuno di noi.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Miriam Makeba e Abebe Bikila perché, alle ferite che la vita ha loro inferto, hanno saputo rispondere con determinazione e gioia.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico.  Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Bianco, o nero?

Se fossi un sapore…

Un caffè forte, con una pallina di gelato alla nocciola.

Se fossi una citazione…

“S’onori il bello e le virtù, ed ogni altra cosa simile, se recano piacere, se no, salutatemeli tanto.” (Epicuro)

Se fossi un libro…

“La casa del sonno” di Jonathan Coe.

Se fossi un film…

“Rusty il selvaggio” di Francis Ford Coppola e “Pane e Tulipani” di Silvio Soldini.

Se fossi una canzone…

I soliti di Vasco Rossi.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Woodstock.

Il momento della giornata che preferisci…

La prima colazione con pane, burro e almeno due gusti di marmellata.

Un luogo che vorresti visitare…

La Lapponia per vedere l’aurora boreale.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Do what YOU can, with what YOU have, where YOU are.

Grazie, Barbara.

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