Intervista a ALBERTO RAFFAELI, lo spacciatore di emozioni

Intervista a ALBERTO RAFFAELI, lo spacciatore di emozioni

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché voglio mettere le mie capacità in campo fotografico al servizio di iniziative intelligenti.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Me li sto ancora studiando, assaporando.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Uno che non rappresenti una squadra di calcio… Indaco?

Se fossi un sapore…

Gorgonzola: o mi adori o mi detesti!

Se fossi una citazione…

“Non c’è niente di peggio che l’immagine nitida di un concetto sfuocato.” (Ansel Adams)

Se fossi un libro…

“Paula” di Isabel Allende.

Se fossi un film…

“7 anime” di Gabriele Muccino.

Se fossi una canzone…

“Hide and seek” degli Imogen Heap.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Al Concerto di Simon e Garfunkel il 19 settembre 1981 al Central Park di New York.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

L’abbraccio di mia moglie che mi dà il buongiorno ancora assonnata, il mattino appena svegli.

Un luogo che vorresti visitare…

Uno dei milioni di pianeti abitati da civiltà evolute del nostro universo. Se devo scegliere un’alternativa terrestre: lo Yemen.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Crea quello che piace a te. Rimarrai stupito di come gli altri riusciranno a goderne.

Grazie, Alberto.

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