Intervista a TOMASO BELLONI, l’astronomo persistente

Intervista a TOMASO BELLONI, l’astronomo persistente

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché sono convinto che solo dal mettere a contatto pensieri, idee, persone, mondi diversi si possa imparare a capire noi stessi e gli altri, o almeno provarci.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Impossibile sceglierne uno solo. Veramente impossibile.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Rosso.

Se fossi un sapore…

Coriandolo fresco.

Se fossi una citazione…

“La única diferencia entre un loco y yo, es que yo no estoy loco.” (Salvador Dalí)

Se fossi un libro…

“East of Eden” di John Steinbeck.

Se fossi un film…

“La double vie de Véronique” di Krzysztof Kieślowski.

Se fossi una canzone…

Il secondo movimento del secondo concerto per pianoforte e orchestra di Dmitri Šostakovič, ma tecnicamente non è una canzone. Allora, per semplificare, scelgo “Supper’s ready” dei Genesis.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Mstislav Rostropovič che suona davanti al muro di Berlino appena crollato.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Quando il sole è tramontato, i colori spariscono e tutto diventa bidimensionale e quasi irreale.

Un luogo che vorresti visitare…

L’Islanda. E prima o poi la visiterò.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Non ingabbiare la curiosità: senza di essa non siamo nulla.

Grazie, Tomaso.

Share This

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *