Intervista a PAOLO BRANDI, il chimico che ruba con gli occhi

Intervista a PAOLO BRANDI, il chimico che ruba con gli occhi

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Soulteller.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

Perché è un progetto vero, pulsante, che mi darà l’occasione di studiare tante storie nuove e diverse.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Fabrizio de André, perché come nessuno è riuscito a raccontare gli ultimi. Ma anche Carmelo Bene, per la sua irrefrenabile voglia di sperimentare.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Un arancione, tendente al rosso più che al giallo.

Se fossi un sapore…

Quello degli orsetti gommosi alla frutta.

Se fossi una citazione…

“L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare.” (George Bernard Shaw)

Se fossi un libro…

“La coscienza di Zeno” di Italo Svevo.

Se fossi un film…

“Il grande Lebowski” dei fratelli Coen.

Se fossi una canzone…

“Rocket Man” di Elton John o “Space Oddity” di David Bowie.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Non ho in mente un evento storico preciso, ma mi sarebbe piaciuto godermi la fine degli anni ’60 a Londra.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

Senza dubbio, il torpore del risveglio.

Un luogo che vorresti visitare…

I giardini zen a Kyoto.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Le cose che abbiamo da imparare sono sempre di più di quelle che abbiamo da insegnare o di quelle che abbiamo imparato. Ascolta sempre tutti, ogni persona che incontri può regalarti qualcosa da mettere in valigia.

Grazie, Paolo.

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