Intervista a MARCO BUCCIOL, il solitario socievole

Intervista a MARCO BUCCIOL, il solitario socievole

Soulteller, souldrawer e/o soulvoice?

Souldrawer.

Perché hai scelto di partecipare al progetto Soultrotters?

È un esperimento: dare forma a delle parole. Se volessimo andare in cerca delle etimologie potremmo dire che ho l’occasione di dare luce a dei segni.

Qual è il soultrotter a cui ti sei ispirato che ti ha coinvolto di più e perché?

Vivienne Westwood: è arrivata, portandosi la sua foto.

Non ci piacciono le semplificazioni, siamo tutti esseri umani complessi dall’animo caleidoscopico. Ma prova a raccontarti come fanno i bambini: giocando al “Se fossi…”.

Se fossi un colore…

Blu.

Se fossi un sapore…

La pizza: puoi farci quello che vuoi ma di fondo è buona

Se fossi una citazione…

“Ogni arma costruita, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato rappresenta, in ultima analisi, un furto verso coloro che hanno fame e non hanno di che nutrirsi, verso coloro che patiscono il freddo e non hanno di che vestirsi.” (Dwight D. Eisenhower)

Se fossi un libro…

“Mr. Nice” di Howard Marks.

Se fossi un film…

“Fight Club” di David Fincher (tratto dal romanzo di Chuck Palahniuk).

Se fossi una canzone…

“Rivers Dancing” di Gordian Knot.

Un fatto storico che avresti voluto vivere o un evento a cui avresti voluto assistere…

Avrei voluto suonare alle poche date del tour di “The Wall” dei Pink Floyd del 1980 e avrei voluto vivere in una delle tribù degli indiani d’America.

Il momento della giornata o il gesto quotidiano che preferisci…

La sera, quando finisco di lavorare.

Un luogo che vorresti visitare…

La Luna. Restando sulla Terra, mi basta evitare le località turistiche: tutto il resto ha qualcosa da dire.

Regalaci un’ispirazione per le prossime ore…

Nel dubbio, osa.

Grazie, Marco.

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