Premio Nobel per la pace a Malala Yousafzai, una soultrotters per il 2015

Non conoscevo Malala Yousafzai finché, lavorando alle “candidature” per i personaggi di Soultrotters 2015, non mi è stata segnalata da Siddhì Dubois. Tra le tante proposte ricevute mi è piaciuta subito perché incarna perfettamente lo spirito del nostro progetto, così come quello di un’altra interessante avventura intrapresa da poche settimane da due soultellers, Francesca Boccaletto ed Erika Saggiorato: il magazine per ragazzi Prime Pagine. La cultura si cambia con l’educazione, non c’è altra arma possibile per la rivoluzione di cui abbiamo bisogno. E abbiamo deciso che racconteremo Malala il prossimo anno.

Sarà per caso o per sincronicità ma questo succedeva pochi giorni prima dell’assegnazione del Nobel per la pace a questa ragazzina saggia e coraggiosa, un’ispirazione per tutti. E vi confesso che, quando ho visto il suo nome sui titoli dei giornali e i link che giravano in Facebook, ho sentito un moto di speranza nel cuore. Perché, se è vero che siamo bombardati di notizie inquietanti che ci fanno sorgere un dubbio lacerante sull’essere umano – come quella del ragazzino violentato con un compressore e dei genitori dell’aggressore che minimizzano (non so dire cosa è più grave) -, nel mondo ci sono anche tante persone come Malala che lottano per un futuro più sostenibile. E su queste persone vogliamo accendere i riflettori, nel nostro piccolo, perché abbiano ancora più voce.

Vi consiglio di guardare il discorso di Malala alle Nazioni Unite: vi basterà un minuto per capire cosa è il coraggio.

Buona visione.

Patti

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